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martedì 17 marzo 2015

La finta fame che ci manda in fumo tutto: piccoli suggerimenti per sabotare la fame della testa!



Che cos'è la finta fame? E' quella fame che non ci fa riuscire nei nostri intenti. E' quella fame che non ci fa portare a termine una dieta. E' quella fame che fa ingrassare.
Uno dei passaggi obbligatori e, diciamocela tutta, più difficili da compiere per riuscire a dimagrire e/o per mantenere la forma fisica, è quello di distinguere la vera fame dalla finta fame.
Come si riconosce la finta fame? La fame emozionale, psicologica, della testa, o come altro vogliamo chiamarla, è quella voglia di mangiare che parte dalla nostra mente per vari motivi. E' quella fame che prende per noia, per stress, per dispiacere, per ansia.
Sono sicura che la maggior parte di voi sappia benissimo di cosa io stia parlando e che si sia trovata migliaia di volte a mangiare schifezze dopo un colloquio di lavoro andato male, dopo una giornata lavorativa parecchio stressante, dopo un litigio o prima di un esame.
Come si educa il proprio senso di fame? Ecco alcuni consigli utili, secondo la mia esperienza, per cercare di ascoltare la vera fame e soddisfarla al meglio.

1. Spezzare la catena. Che vuol dire? Mangiare assecondando le proprie emozioni, positive o negative che siano, fa perdere il senso della realtà. Tutti noi, se ci fermiamo a riflettere, sappiamo benissimo cos'è che mangiamo per fame e cosa invece mangiamo per appagare uno status mentale. E mangiare in maniera disordinata, soprattutto abusare di zuccheri, ci farà entrare in un circolo vizioso in cui le schifezze chiamano altre schifezze, finendo per "perdere il contatto" con la nostra vera fame. Rompete questa routine di netto. Createne, invece, una regolare, con pasti bilanciati ogni 2,5/3h e non transigendo a questa semplice regola. Tutto quello che vi viene voglia di mangiare all'infuori dei pasti prestabiliti, se ben bilanciati appunto, è fame emozionale e dunque non va soddisfatta col cibo perchè non è quello di cui abbiamo bisogno in quel momento. Soprattutto perchè, se si sta parlando di persone che come obiettivo hanno il dimagrimento e lo stare in forma, assecondare quel falso bisogno non creerà altro che frustrazioni continue per il semplice fatto che ci tiene lontani dal nostro obiettivo!
2. Provare e riprovare. L'educazione alimentare non si può imparare dall'oggi al domani. Se fino a ieri mangiavate senza disciplina, assecondando l'istinto, senza alcuna cognizione logica, non potete aspettarvi che di punto in bianco (a partire dal famoso da lunedì a dieta) riusciate a liberarvi delle vecchie abitudini. E' un miglioramento continuo, è un allenamento vero e proprio come quello che fate in palestra. E' esercizio che con costanza e buona volontà si riesce a mettere in pratica.
3. Fare una spesa sana e soddisfacente. Anche se abitate coi vostri genitori, cercate di provvedere voi stessi alla vostra alimentazione. Accontentarsi di ciò che viene proposto è frustrante e può farci alimentare male per forza di cose. Dovete badare voi stessi alle vostre necessità perchè nessuno meglio di voi potrà mai sapere di cosa avete bisogno. Ovviamente evitate di comprare qualsiasi cosa che io non comprerei, quindi niente schifezze :P Cercate di trovare "sfizi" sani, alternative a qualcosa che sapete bene che non potreste mangiare. E insomma, se proprio non vi viene in mente niente, sia sul mio blog che sulla mia pagina Facebook che su Instagram (@dona_defe), trovate decine di spunti :)

Cercate di allenarvi a resistere alla fame emozionale, perchè è lo step decisivo al fine di mantenersi in foma. Esercitatevi a nutritirvi di ciò di cui avete bisogno, assecondando tutte le necessità ovviamente, gola compresa, ma con criterio. Siate più forti della vostra testolina, che è "vittima" soltanto di vecchie abitudini consolidate negli anni. Dovete creare abitudini nuove e il cervello ci mette un pochettino a risintonizzarsi su una nuova lunghezza d'onda, quindi siate pazienti e non pretendete che il cambiamento arrivi dall'oggi al domani.

martedì 17 febbraio 2015

Tu che ne pensi di te?



Vi avverto: questo sarà un post di pippe mentali sparate proprio a manetta. Eh, ogni tanto ci vuole!
Su questa piattaforma, anni fa, avevo un blog praticamente solo di seghe mentali che poi ho cancellato. Un post però dovevo tenerlo, parlava di autostima e percezione di sè. Visto che mi tocca leggere di donzelle che si auto-insultano, che non si piacciono e non si vogliono bene, voglio scrivere questo post come spunto di riflessione cercando di riprendere il discorso del vecchio post.
Che cos'è la percezione di sè? Com'è intuibile, è il modo in cui una persona si percepisce, come si vede. Una persona nel corso della vita acquisisce sempre più informazioni su di sè (sesso, peso, altezza, ecc.), mette insieme gli elementi e ne viene fuori una considerazione che diventà un po' la propria identità.
Che cos'è l'autostima? La stima, invece, che si ha di sè scaturisce solo in parte dalla percezione che una persona ha di sè. Esempio: Io sono Daniela, ho 20 anni, ho gli occhi neri, religione cattolica e mi piace ballare. Io Daniela potrei credermi una gran gnocca e una strafiga che fa la ballerina, così come potrei sentirmi una grande sfigata che ha un sogno assurdo, irrealizzabile e troppo ambizioso. Quindi? Da cosa è "costituita" l'autostima? Questa dipende sia da fattori interni, cioè dalla visione che ognuno di noi ha della realtà (comunque modificabile), che da fattori esterni che influenzano o hanno influenzato la vita di una persona, soprattutto dai feedback che riceviamo dagli altri.
William James (noto psicologo e filosofo) definiva l'autostima come il rapporto fra il Sè Percepito e il Sè Ideale. Il Sè Percepito è la concezione che abbiamo di noi, come ci vediamo in base alle conoscenze che abbiamo di noi stessi e in base ai feedback che riceviamo. Quindi non si tratta di un "sè reale", ma di come noi percepiamo noi stessi, in parole povere, in base a quello che sappiamo e in base a quello che captiamo dal giudizio degli altri. Sommiamo il tutto e viene fuori la concezione che abbiamo di noi. 
Il Sè Ideale è, invece, una proiezione che facciamo di noi stessi. Come ci vorremmo vedere. E quindi l'autostima, diceva giustamente James, è ciò che ne viene fuori in base alla differenza tra i due Sè. Prendendo in causa di nuovo Daniela: se la Daniela che si sente una strafighissima ballerina desidera diventare una ballerina di successo, è a posto, non si farà troppi problemi e molto probabilmente riuscirà nel suo intento; la Daniela che invece si sente una sfigata con un sogno troppo più grande di lei, avrà una stima di sè molto bassa e, pur nutrendo una passione per la danza, si vedrà inadeguata per quel ruolo e quasi sicuramente non centrerà l'obiettivo.
Il punto fondamentale è uno solo: se quindi gli altri ci fanno da specchio, ovvero se il cosiddetto "giudizio degli altri" influenza la percezione che abbiamo di noi stessi, è altrettanto vero che noi (sempre con la nostra percezione di noi stessi) andiamo a influenzare a nostra volta il giudizio degli altri. 
Ovviamente si può avere sicurezza e stima di sè in un determinato campo, ad esempio nel lavoro, ma scarsissima stima in un altro settore, esempio nella vita amorosa. Questo può accadere per vari motivi, soprattutto per eseperienze vissute e in particolar modo in base all'importanza che si attribuisce a quella cosa. Insomma, se per Daniela la vita sentimentale è in secondo piano rispetto alla carriera lavorativa come ballerina, non gliene fregherà un bel niente se il tizio con cui si vedeva l'ha mollata per un'altra. A maggior ragione se è molto corteggiata. Se invece Daniela vede il suo sogno irrealizzabile, ha un carattere chiuso e vorrebbe essere stracorteggiata a destra e a manca, molto probabilmente cadrà in depressione e il fatto di essere stata mollata lo avvertirà come un dramma. Questo è quello che gli studiosi differenziano in autostima globale da autostima specifica.
Ci sono delle piccole/grandi strategie che si possono adottare per migliorare e correggere la propria autostima e la percezione che si ha di sè. Ovviamente le difficoltà che si possono riscontrare dipendono da quanto la stima di noi è stata messa a dura prova nel corso della vita. Ma quello che mi viene da dire è: sono tutte pippe mentali. Pippe che vanno superate comunque, per carità, è un percorso che va affrontato prima di poter dire che si tratta di seghe mentali.
Noi possiamo fare tutto; tutto quello che è umanamente fattibile per noi, ovvio.
Tutto quello che è nelle nostre potenzialità. 
Il "trucco" sta nel non porsi obiettivi veramente troppo lontani dalle proprie possibilità. Ridurre il Sè Ideale a qualcosa di vicino al possibile, ma non per questo accontentarci. 
Porci obiettivi che ci rendono felici, soddisfatti. E per questo bisogna sperimentare. Lo sperimentare ci permette di individuare quali possono essere dei successi e quali no. Solo mettendoci alla prova si può riuscire in qualcosa. Così come si può fallire, ovvio. Ma bisogna pur fallire per poi rimettersi in gioco più armati di prima, con più esperienze. L'importante è non colpevolizzarci per i fallimenti, ma trarre giovamento da essi. Individuando cos'è andato storto e puntando sulle correzioni che possiamo apportare per far sì che quell'insuccesso diventi un successo.
Non abbiate paura. Provate, sperimentate, buttatevi nelle cose con cervello. Non lasciatevi abbattere dai "fallimenti". Non so chi o cosa ci abbiano messo in testa che si debba essere dei "vincenti" per forza. Forse i film degli anni '80? :) 
In realtà anche solo il miglioramento di sè stessi come persone dovrebbe essere già un enorme conquista, riuscire in piccole/grandi cose. Porsi obiettivi sempre più difficoltosi, poco a poco, è un ottimo metodo. Partire dal basso per ritrovarsi in alto. Puntare direttamente alla vetta, con un autostima non già molto marcata, può rivelarsi fallimentare perchè si sentirebbe tutto il peso della "sconfitta". 
Insomma. Ora avete letto, ma archiviate. Non state là a rimuginare, ma agite. Fate, sperimentate e soprattutto trattatevi bene. Ora avete capito perchè si dice Per piacere agli altri, bisogna innanzitutto piacere a sè stessi.


mercoledì 21 gennaio 2015

Non avete scuse: tutte potete! :)



Ieri mi sono imbattuta in questo video
E' stato come tirare un sospiro di sollievo, dalla serie "Dai, qualcosa sta girando nel verso giusto a 'sto mondo." 
I media hanno creato un bel casino. Volevano realizzare uno stereotipo, in modo tale che a sua volta producesse centinaia di falsi bisogni e... tataaan! Hanno incrementato sì i loro guadagni, ma al contempo creato quasi dal nulla malattie gravissime, disagi sociali, depressioni e tanto altro. Congratulazioni a tutti! Rendiamoci conto di stare pressochè nel Medioevo se bisogna fare una campagna di sensibilizzazione sul fatto che non c'è bisogno di essere delle super gnocche per poter fare sport. No, io non so se vi rendete davvero conto. E' come se uno che si rompe una gamba deve provare vergogna di andare a fare riabilitazione dal fisioterapista. E' la stessa identica cosa. Vi rendete conto in che casotto siamo messi?
Il problema del "non sentirsi all'altezza" nasce, ovviamente, dall'imposizione di un modello di bellezza o normalità (chiamatelo come volete) e del conseguente sconforto di una persona nel vedersi totalmente differente (a ragione o a torto) rispetto questo fantomatico modello di riferimento.
Purtroppo non tutti abbiamo avuto modo di sviluppare un sano senso critico e disincantato nei confronti di ciò che ci sta intorno. Non per tutti è così ovvio, così facile e lineare. Poca esperienza di vita e problematiche di varia natura, possono rendere una persona estremamente insicura del proprio corpo. Una scarsa sicurezza che può essere banalmente un po' di disagio, fino a sfociare in malattie serissime. 
Del perchè lo sport e le palestre siano state considerate, fino a poco tempo fa, esclusiva di culturisti e di strafigone, francamente non saprei. Penso banale conseguenza del lavaggio cerebrale mediatico.
Ne conosco un po', soprattutto "virtualmente", di donne che proprio non si piacciono. Si denigrano, non si amano, non si curano perchè non si sentono all'altezza. Si vedono DIVERSE. 
Parlo spesso con ragazze giovani, o anche con donne adulte, che fanno della propria condizione un "caso". Mi spiego: sono quelle che ripetono costantemente frasi come "No, ma il mio è un caso particolare." "No, ma io non potrò mai dimagrire perchè sono obesa fin dall'infanzia." "No, ma io sono di costituzione robusta quindi non potrò mai perdere peso e poi non sono una tipa sportiva."
Detto che questo scarso senso della realtà può essere riconducibile a una marea di cause, sicuramente è attribuibile al fatto che, una donna in forma e sportiva, viene rappresentata con un unico modello (almeno fino a qualche tempo fa era proprio così, per fortuna la situazione si sta evolvendo). 
Facciamo un esperimento facile facile. Pensate a una donna in forma: vi è venuto in mente uno stereotipo? Io sono sicura che il 90% immagina una donna alta e molto magra (un po' stile velina, per capirci). Eppure una donna in forma (così come un uomo!) può essere in 500 modi diversi. E' un po' come se dicessi "Immagina un uccello" e vi verrebbe a tutti in mente un'aquila. Insomma, ci siamo capiti.
Molte donne non solo si privano dell'attività fisica per vergogna (il che è gravissimo, mettere la paura del giudizio altrui prima della preoccupazione per la proprio salute è un problema serio), ma si sentono frustrate se quell'attività poi non le porta verso il risultato sperato che, alla fine dei conti, si rivela essere sempre quello dello stereotipo in questione. Ognuna è com'è: se siete è bassine e formose, diverrete in forma bassine e formose. Se siete magre e senza tette, rimarrete in forma snelle e senza tette. 
E' veramente necessario far comprendere che lo sport è una cosa che dovrebbe far parte dello stile di vita di tutti, perchè è prendersi cura di sè, è affrontare le paure, è diventare più forti, è divertimento, aiuta il nostro corpo a funzionare molto meglio a livello pratico in mille modi diversi e la mente ad essere più lucida e razionale.
E' abbastanza degradante che una campagna pubblicitaria debba dirci che siamo tutte "idonee" allo sport :D Ma se siamo arrivati a questo punto, è sicuramente perchè un pochino ce la siamo cercata.
Mettete davanti a tutto la vostra salute. Secondo voi mi scoccerò mai di ripeterlo? Mai! Se non imparate a farlo, non riuscirete mai a fare le cose per voi stesse, con amore. Amatevi, amatevi tanto. Il vostro corpo dovrete portarlo con voi per sempre. Sperimentate e lasciate la paura a casa, che quella serve per le cose serie!

mercoledì 19 novembre 2014

10 consigli utili per chi vuole mettersi in forma!




Prima di procedere con 10 semplici consigli per chi vuole ritrovare la forma perduta o semplicemente vuole migliorare la propria forma fisica, è d'obbligo una breve premessa: nel momento in cui ci si sveglia dal letargo e dal torpore, una visita da uno specialista (con analisi annesse) va sempre effettuata. Starà poi a voi, in base anche all'incontro col medico, decidere se proseguire per la vostra strada o essere seguiti. Per questo vi rimando a questo post.


10 semplici consigli per chi vuole mettersi in forma!

1. Non giudicarti con troppa severità. Va bene sì essere critici (parla una a cui veramente non stava bene nulla), ma bisogna anche essere obiettivi: l'accettazione di noi stessi non vuol dire che ci stiamo bene così. Con la pancetta, con la cellulite e con le braccia molli. Più che altro bisogno capire cosa è migliorabile e cosa non lo è. Se abbiamo il seno piccolo, rimarrà così. Ma se abbiamo la pancia o le cosce grosse, quelle sono cose che invece possiamo cambiare. Non radicalmente, ovvio, ma possiamo senza dubbio migliorare. Per questo vi rimando a un vecchio post, sull'importanza dell'essere oggettivi.
Molte volte, lo sconforto e l'insoddisfazione di cui siamo vittime di fronte alla visione del nostro corpo, è frutto di anni e anni di lavaggi del cervello da parte dei media che ci hanno piantato nella testa precisi stereotipi dei quali è difficile liberarsi, ma non impossibile... Anzi!

2. Calcolare il proprio fabbisogno energetico e non fare di testa propria. Su questo argomento ho scritto già un paio di articoli, ai quali vi rimando senza ripetermi qui: calorie e metabolismo basale.

3. Vedere le cose con positività e spirito d'avventura. Prendere in mano le redini della propria vita e passare dal passivo all'attivo, nessuno più di me, sa quanto può essere difficile e spaventoso. Ma cercate di vedere il cambiamento anzitutto come una cosa graduale, soprattutto con entusiasmo! Siate felici e curiosi di imparare e scoprire tante cose nuove che miglioreranno la vostra vita e quella delle persone che vi stanno intorno. So quanto può essere difficoltoso, conosco i pensieri che possono scattare nella mente di una persona fossilizzata da anni su abitudini malsane, ma ricordatevi che il cambiamento lo fate voi e nessun altro! Siete voi a decidere.

4. Non ti stai mettendo a dieta, stai cambiando abitudini. Questo è il consiglio cardine, se vogliamo, perchè è quello che vorrei mettere nella testa di tutti. La cosa principale da comprendere è che sì il dimagrimento è un periodo in cui si diminuisce leggermente (leggere sempre il post su calorie e metabolismo basale) l'assunzione calorica ed è quindi un periodo limitato di tempo, ma è una parentesi all'interno di un macro-cambiamento che andrete ad apportare alla vostra vita. Il vero mutamento (che all'inizio vi farà senz'altro perdere peso senza neanche diminuire le calorie) sarà prendervi cura di voi eliminando i cibi dannosi e praticando attività fisica. Per sempre o comunque finchè sarà possibile!

5. Il confronto. Non chiudetevi in voi stessi con le vostre abitudini. Confrontatevi con chi, come voi, sta facendo un percorso simile. Se non riuscite a coinvolgere nessuno, vi invito a seguire i gruppi su Facebook dove ci si scambiano opinioni con esperti e non. Io stessa non potrei più farne a meno perchè, oltre a imparare sempre cose nuove, finalmente ho conosciuto persone con i miei stessi interessi :)

6. Già ve l'ho detto di fare attività fisica? Non mi dilungo ulteriormente, per questo argomento vi lascio il link al post ;)

7. Non fissatevi con il peso. Sempre troppo spesso sento e vedo ragazze che si fissano su un determinato numero senza considerare minimamente di cosa si tratta. Massa magra? Grassa? Liquidi? Non interessa, l'importante è vedere il numero che la mente ha deciso essere quello giusto per lei/lui. Il peso, detto fra noi, serve giusto come parametro orientativo per inserirsi nel sottopeso, nel normopeso o nel sovrappeso (e poi ancora obesità di vari livelli). Che voi siate 1,60cm per 50kg o 1,60cm per 60kg, non è detto che la prima proporzione sia la più esaltante, anzi. Dipende dalla vostra composizione, dalla tonicità dei muscoli, dalla massa grassa (che ricordiamo sempre, occupa meno spazio della magra e quindi pesa meno!!) e così via. Il mio consiglio? Se state seguendo un percorso di dimagrimento prendete anzitutto le misure (i centimetri sono molto più soddisfacenti dei chili) e tenete da parte la bilancia che risfodererete solo una/due volte al mese, giusto per vedere come sta andando.

8. Cucinare, cucinare e cucinare! Ok, se non vi piace cucinare, imparate e fatevelo piacere! E' il miglior investimento (insieme all'attività fisica) che possiate fare. Ed è anche l'unico modo per mangiare bene. Fate tutto quello che potete in casa. Iniziate dalle cose più semplici, senza affanno. Comprate un bel libro di ricette e mettetevi all'opera! Farete anche la felicità di parenti e amici :)

9. Essere positivi. Per andare verso la giusta direzione occorre avere una buona dose di positività. Guardare le cose con spirito distruttivo non vi porterà da nessuna parte. Esempio: "ho mangiato una barretta di cioccolato e un cornetto alla crema, ho rovinato tutto, basta." Questo è il tipico pensiero distruttivo (quello del tutto o niente) che scatta nella mente di una persona stanca e frustrata. Ebbene, questo non deve accadere. Il pensiero positivo è il seguente: ho mangiato delle schifezze, mannaggia, recupererò alla grande con il pasto successivo. Che non vuol dire, attenzione, saltarlo o mangiare da ospedale! Ma semplicemente mangiare pulito. E quella sarà una vittoria, un altro passo verso le abitudini sane.

10. Avere taaanta pazienza. E se ho imparato io ad averla può riuscirci davvero chiunque. Qualsiasi buon risultato arriva solo se si ha la perseveranza di fare tutto il necessario, ogni giorno, per fare in modo che si realizzi. Già il fatto di aver compiuto il nostro dovere deve rendere felici e soddisfatti. Il percorso in sè è già cambiamento! E un vero e proprio risultato non ci sarà mai, ma i risultati saranno quelli che constaterete ogni singolo giorno se fate il vostro dovere.


giovedì 13 novembre 2014

Quanto bisogna mangiare davvero?



Oh eccoci qua, il grande giorno! Mi rimetto in riga. E che vi credevate, che una volta fatta una "dieta" la si finisce là? Dopo qualche mese di stravizietti qua e là e attività fisica un pochino sconnessa (diciamocela tutta) complice un viaggio all'estero dove ho magnato veramente come una fognetta, stamattina ho ripescato la nemica di tutte -la bilancia- e mi ha comunicato un verdetto che non mi soddisfatta per niente e così, senza nè drammi nè indugi, ci si rimette in riga. E prendo spunto proprio da me per scrivere un post su cosa faccio io quando mi voglio mettere in forma.
Detto che comunque cerco di mantenere un'alimentazione pressocchè corretta sempre e comunque, è ovvio che sforo alla grande con le calorie o abuso di alimenti ricchi di grassi o zucchero e "mi rilasso" anch'io di tanto in tanto. Secondo me è normale così o sarà la mia reazione dopo anni di drammi incredibili di fronte a questi aumentini di peso. L'importante è che si tratti di brevi periodi, di solito capita verso la fine dell'estate, quando si "abusa" di cene fuori, aperitivi, ecc.
Se anche voi dovete e volete perdere qualche kg, o comunque volete mettervi in forma, allora non perdetevi d'animo, non esitate e anche se è giovedì o venerdì, iniziate da subito a controllarvi perchè vi assicuro che non serve che sia lunedì.
Il mettersi a dieta non deve essere inteso come un cambiamento drastico di alimentazione. Questo deve avvenire prima magari, se ancora non si adotta uno stile alimentare corretto. 
E qual è l'alimentazione corretta? Beh, ognuno trova la propria. In generale consiste nell'evitare quanto più possibile cibi industriali, leggere sempre attentamente le etichette e non acquistare prodotti che contengano zuccheri aggiunti (glucosio, sciroppo di glucosio, ecc.) e/o grassi animali qualora non servano (certo che se si tratta di formaggio, ovviamente contiene grassi animali), grassi vegetali non meglio specificati, olio di palma, additivi chimici, ecc. Scegliere le cose più semplici possibili, fare il più possibile con le proprie mani utilizzando materie prime, preferire senza dubbio l'integrale (perchè contenente il germe, nel raffinato questo viene eliminato! E con lui tutti i sali minerali, le vitamine e le fibre!), quando si può il bio e mangiare alimenti tenendo sempre in considerazione l'indice glicemico
Informatevi su come dev'essere strutturata un'alimentazione bilanciata (quantità e qualità di carboidrati, proteine, grassi), mangiate ogni tre ore per mantenere attivo il metabolismo, non scendete mai sotto il vostro metabolismo basale (ovvero il fabbisogno espresso il calorie di energia di cui abbiamo bisogno imprescindibilmente ogni giorno).
Questi sono solo degli spunti, informatevi, leggete e sperimentate. Ci vorrà un po' di allenamento, qualche cambio di abitudine e un pochino di pazienza, lo so. Ma è questa la strada.
Per quanto riguarda il metabolismo basale, come ho già detto in qualche post passato, sono molti i siti dove potete calcolarlo ma ovviamente attenzione! Non valgono come visita medica. Questo è ovvio. Il valore che ne viene fuori è orientativo, da tenere in considerazione a mio avviso, giusto se si tratta di pochi kg da perdere.
Per rendere un po' più semplice la comprensione a chi magari non ha mai sentito parlare di queste cose, faccio il mio esempio.
Tenendo in condiderazione la mia età, il mio sesso, il mio peso e la mia altezza, il quantitativo di energie di cui ho bisogno si aggira intorno alle 1500kcal. Ciò vuol dire che, anche se voglio perdere peso, non scenderò mai sotto questa soglia. Quindi mangerò 1500kcal al giorno? Certo che no. Il metabolismo basale, ossia questo quatitativo calorico, occorre per ricoprire le attività fisiologiche del nostro corpo. Detto in parole povere: 1500kcal mi servono imprescindibilmente, stando anche in totale riposo. Poi è ovvio che, se passo la mia vita sul divano, il metabolismo rallenta e 1500kcal potrebbero anche diventare troppe. Al metabolismo basale vanno aggiunte almeno 500kcal se si fa dell'attività fisica, ovviamente dipende da cosa si fa e a che intensità.
Normalmente (non stando "a dieta", quindi) si dovrebbero mangiare sulle 800kcal oltre il proprio metabolismo basale (ovviamente conducendo uno stile di vita attivo).
Facile no? So che alcuni di voi staranno pensando alle diete dei dietologi di 1200kcal. Ebbene, magari scriverò un post in futuro sull'argomento, perchè non vorrei dilungarmi troppo qui. Ma vi sconsiglio di seguirle, dire che sono deleterie è dire poco. A meno che non abbiate qualche patologia particolare e quindi vi serve seguire un regime alimentare fortemente ipocalorico.
Per dimagrire bisogna mangiare tanto (ma sano) e fare tanto sport. Se me l'avessero detto qualche anno fa avrei pensato a una presa in giro, perchè avevo il metabolismo così addormentato che se non mangiavo come un uccellino non dimagrivo. E poi diventa un circolo vizioso. Più mangi poco, più il metabolismo non brucia e più non si dimagrisce.
Quello che bisogna mettersi in testa è che ci vuole PAZIENZA. Se volete perdere 5kg in 20 giorni non andrete troppo lontano. O comunque li perderete, ma li rimetterete il mese successivo con molta probabilità.
Non mi stancherò mai dire, comunque, che una visita preliminare da uno specialista con analisi annesse, va effettuata periodicamente :)
Detto ciò, buon inizio di percorso a me e a chiunque partirà con la proprio sfida personale da oggi!

mercoledì 29 ottobre 2014

Change your mind... change your body



Un cambiamento non avviene dal giorno alla notte. Purtroppo o per fortuna. Chi non ha mai sperato/sognato, in un momento buio della propria vita, di andare a dormire e di risvegliarsi sotto un'altra forma o un altro aspetto, per far cessare un incubo? Un brutto sogno che, però, è la nostra vita in quel momento.
Questo accade perchè le cose vanno particolarmente male e la nostra autostima, per un motivo o per un altro, è ancora troppo acerba. In passato ho avuto diversi blog, nell'ultimo scrissi un post molto interessante sull'autostima. Lo ricordo ancora. In quel periodo leggevo molti libri e brancolavo qua e là alla ricerca di un appiglio, cercando di capire il perchè mi era impossibile fare tutto, perchè non trovassi il bello in niente. In realtà non so quanto possa servire tutta questa riflessione, tutto questo scavarsi dentro per conto proprio. Forse niente, forse solo ad aumentare lo stress emotivo e le insicurezze. Più producente, di sicuro, uno scambio di riflessioni con un professionista della psiche o il confronto con esperienze altrui, sempre guidato da un dottore (terapie di gruppo). Non è che bisogna avere una qualche malattia particolare per seguire una terapia, anzi. E' un po' come la tosse, no? Iniziate con un accenno di mal di gola, poi il catarro, aspettate settimane che passi senza farvi visitare e tataaan, la tosse si è trasformata in una bronchite. Questo per dire che più in fretta si trova la cura, meno peggiora la malattia. Ma prendete molto con le pinze questi termini. 
Il fatto è che, quando si parla di mente, autostima, paure, ecc. non ci sono termini specifici. Non ci sono vaccini, non ci sono antibiotici nè terapie mirate. Io non sono un'esperta, anzi, ho solo passato dei periodi neri come la pece, come tante altre persone a questo mondo e ovviamente non li ricordo neanche con gran piacere. Anzi, vi dirò, come tutte le cose brutte, i ricordi particolarmente dolorosi li rimuoviamo (a distanza di tempo) con una facilità incredibile. Il nostro cervello, tante volte, funziona proprio bene. Ad esempio, il dolore del parto. E' il dolore più acuto che si possa mai provare, eppure una donna, in genere, ha più gravidanze in una vita. Questo perchè il suo cervello rimuove in gran parte quel ricordo; se lo mantenesse vivo, logicamente, non gli permetterebbe di partorire di nuovo.
Molto spesso interrompere un circolo vizioso, che sia di dipendenze o "semplicemente" di depressione, è una delle cose più ardue che si possano affrontare nella propria esistenza. Purtroppo non mi sento in grado di scrivere un post su come ho fatto io a risollervarmi da determinate situazioni, anche perchè ogni circostanza è completamente personale e soggettiva e non ne vedrai neanche troppa utilità. Posso dare qualche consiglio, individuale, in base alle mie competenze, che però si riducono a semplice vita vissuta.
Quello che mi sento di dire sempre, in ogni caso, è rivolto in special modo agli altri: non lasciate sola una persona che sta attraversando un periodo buio. So bene che ci si sente impotenti, perchè si sente di non possedere gli strumenti necessari per poter aiutare. Ma il ragionamento che deve scattare, secondo me, è il seguente: Io sono più in salute di lui/lei, in grado di ragionare lucidamente. Devo essere forte, perchè io ho più possibilità di esserlo in questo momento.
Purtroppo, quello che noto/ho notato, è che quando una persona attraversa un periodo buio, tutti se la danno a gambe levate. Ovviamente ognuno ha dalla sua una buona giustificazione. C'è chi non capisce proprio la situazione, chi la sminuisce, chi si sente incapace di gestirla, "chi non ha tempo", chi prova troppo dolore a vedere così una persona cara. Però, la mia modesta opinione, è che se si è circordati da una rete di supporto tutto ci sembrerà più gestibile e meno avvilente. Ma, purtroppo, troppo spesso, ci si sente abbandonati, lasciati da parte. In realtà è che siamo noi, per via del nostro malessere, che ci isoliamo e nessuno si prende la briga di venirci a tirare per le orecchie. Non dobbiamo avercela con queste persone, so che non è facile, ma non è colpa loro se ci troviamo in una sitazione di disagio. Una delle cose più importanti che ci si deve mettere in testa, è che siamo noi che gestiamo la nostra vita. Noi prendiamo le decisioni, noi che definiamo chi siamo e chi vogliamo essere. E' un ragionamento tanto semplice, quanto impossibile tante volte. Io ci ho messo così tanto tempo a capirlo che, giuro, non comprendo come sia possibile non esserci arrivata prima. Ma forse è proprio così che deve andare: è un processo lento, una guarigione tanto lunga quanto è profonda la ferita da sanare.
Quello che posso consigliare, banalmente, è di essere voi stessi la persona che vi deve rendere felice. Dovete essere voi il vostro cambiamento, voi il vostro supporto, voi il vostro aiuto quotidiano. Il concetto del non ce la faccio, manco a dirlo, non esiste. Poche cose sono impossibili da realizzare, anzi, forse nulla. Ma le cose elencate poco prima, quelle sono attuabilissime, da tutti. Nessuno escluso. E questo posso affermarlo con certezza.
Amarsi è un processo a volte intricato e doloroso. Sentitevi liberi di esprimervi come meglio potete, sentite di poter gioire delle vostre vittorie e di recuperare dopo le "sconfitte". Sentitevi liberi di poter essere chi volete, sognate in piccolo, ma proprio perchè è nelle piccole cose che ritroverete voi stessi.
Amarsi è un viaggio, un percorso che non finisce mai. Si coltiva giorno per giorno, per alcuni viene da sè, altri ci devono lavorare tutti i giorni. Ma vi prometto che, strada facendo, diventa sempre più semplice :)